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Nell’emergenza Coronavirus, la pratica contattologica può rivelarsi più impegnativa.

Come specialisti, è nostro dovere ridurre al minimo la possibilità di trasmissione del COVID-19 all’interno delle nostre pratiche, in base alle attuali evidenze scientifiche.

Proteggersi e controllare il personale

Dispositivi di protezione individuale quali protezioni per gli occhi (occhiali protettivi o occhiali di sicurezza), guanti impermeabili all’acqua con polsini lunghi e aderenti e mascherine chirurgiche dovrebbero essere la dotazione indispensabile per ridurre la probabilità di infezione per trasmissione aerogena o diretta.
Se potenzialmente affetti da sintomi simili a quelli dell’influenza, i professionisti e il loro personale non devono recarsi al lavoro.

Igienizzare le mani

Lavarsi le mani prima e dopo il contatto con qualsiasi portatore, anche se si usano i guanti.
L’igienizzazione delle mani prevede la detersione con un prodotto per le mani a base alcolica, con acqua e sapone o
entrambe le cose.
È importante che, durante il controllo visivo, lo specialista eviti di toccarsi viso, occhi, naso e bocca.

Disinfettare a fondo la strumentazione per l’applicazione delle lenti a contatto

Pulire tutta la strumentazione impiegata nella pratica, come l’occhialino di prova, le lenti oftalmiche, la mentoniera e il poggiatesta della lampada a fessura o del cheratometro, ecc…
Si può farlo con acqua e detergente, ricorrendo ai disinfettanti comunemente usati in ospedale (per esempio ipoclorito di sodio, alcool al 70% o un disinfettante alternativo).
Effettuare la disinfezione ogniqualvolta il cliente esce dalla stanza.

Disinfettare le lenti a contatto di prova

Nel caso di particolari applicazioni di lenti a contatto, per esempio lenti gas permeabili dove viene impiegato un set di
lenti a contatto di prova, è fondamentale assicurarsi che le lenti a contatto siano disinfettate bene tra una visita e l’altra. In questi casi si devono seguire rigorose misure di controllo dell’infezione.

 

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